Ufficio Controllo e Valutazione di Qualità

Responsabile
Enrico Pernazza - Roma
epernazza@libero.it

Staff

Chiara Patelli (Emilia Romagna- Triveneto)
Antonio Molisso (Toscana Liguria)
Francesco Venneri (Toscana Marche-Umbria)
Michele Montinari (Puglia- Abruzzo -Molise)
Ottaviano Petrillo (Campania Calabria Basilicata)
Sara Gobbi (Sardegna )
Mario Alessiani (Lombardia- Piemonte)
Enzo Parrinello (Sicilia)
Attilio Sergi (Calabria)



PRESENTAZIONE
Premessa

“..è ormai largamente diffusa anche in molti paesi europei la consapevolezza che occorre effettuare la valutazione sistematica delle tecnologie sanitarie rispetto ai principali elementi che ne connotano l’utilizzo, e cioè la tecnologia stessa, i pazienti, l’organizzazione e l’impatto economico, ed è necessario che anche in Italia si riconosca che l’HTA(Health Technology Assessment) è una priorità”
Questa raccomandazione contenuta a p. 48 del Piano Sanitario Nazionale 2006/08, apre un grande spazio che le Società Scientifiche debbono assolutamente occupare.Di certo l’innovazione tecnologica, se da un lato determina un inevitabile incremento della spesa, dall’altro si propone come strumento determinante per il miglioramento delle prestazioni in efficacia, efficienza e accessibilità. La Società Scientifica non deve condizionare scelte di competenza Aziendale , ma deve certamente garantire che le innovazioni contribuiscano realmente al miglioramento delle prestazioni e soprattutto che i percorsi formativi all’uso delle stesse siano adeguati e coerenti attraverso una costante e continua attività di monitorizzazione e valutazione degli stessi. Attuare una costante “Information and Communication Technology” ad uso e consumo dei professionisti che rappresenta così da promuovere e sostenere gli investimenti in quelle innovazioni che possano relmente contribuire ad un miglioramento sostenibile degli “outcomes”.
In buona sostanza poiché nella chirurgia di oggi, e ancor più in quella del futuro, la tecnologia permea e spesso condiziona la gran parte dei percorsi formativi, occorre porre in essere:
  1. Processi di valutazione razionali, equi ed efficienti per:
    • legittimare la valutazione stessa;
    • garantire la compatibilità economica
  2. Valutare secondo;
    • tecnologia;
    • clinica;
    • organizzazione;
    • economia

La valutazione diventa così presupposto indispensabile per informare e supportare il processo decisionale, formulando raccomandazioni e linee guida , che non rappresentino obbligo o vincolo per la scelta del decisore, bensì per “facilitare” la scelta e soprattutto il percorso formativo adeguato alla migliore utilizzazione. La sfida vera è quella di istituzionalizzare prassi e comportamenti organizzativi coerenti con la messe imponente di raccomandazioni, monitorandoli e valutandoli nei percorsi formativi, nell’ottica del miglioramento continuo della qualità.
Ovviamente il paradigma strategico prioritario di una Società Scientifica sarà necessariamente rappresentato dall’”Eccellenza clinica” perseguita utilizzando percorsi formativi “certificati” tesi a perseguire la massima efficacia clinica e la massima sicurezza della tecnologia. La razionalizzazione del parco tecnologico e la formazione alla corretta utilizzazione dei dispositivi può generare benefici in termini economici, in termini clinici, in termini di sicurezza per il paziente e per i professionisti.
La Società Scientifica ha di conseguenza il Diritto/Dovere di governare e valutare benefici e sostenibilità delle innovazioni e i relativi percorsi formativi proposti per raggiungere questo paradigma strategico di importanza fondamentale.
Uno strumento utilizzabile, anche perché consente di affiancare e rafforzare l’iniziativa istituzionale di Agenas, può essere il dettato proposto con il Progetto COTE (Centro Osservazione Tecnologie Emergenti) nel quale peraltro sono proposti criteri probabilmente di competenza prioritaria delle Società Scientifiche. I criteri proposti sono i seguenti:
  • Criteri di carattere clinico-epidemiologico;
  • Criteri di carattere economico-organizzativo; 
  • Criteri di carattere etico-sociale;
  • Criteri legati al rischio di inappropriatezza; 
  • Criteri legati al livello di evidenza disponibile;
E’ evidente che nel processo valutativo dei percorsi formativi proposti da ACOI e/o da propri iscritti i professionisti costituiscono il principale motore dell’innovazione: la tensione continua verso il miglioramento della pratica clinica e dei percorsi diagnostico- terapeutici-assistenziali promuove comportamenti innovativi a livello individuale, di equipe e di organizzazione. Il miglioramento continuo che ne scaturisce dovrebbe consentire di conseguire “di più con meno”. I professionisti sanitari hanno la responsabilità identificare e proporre solo quelle innovazioni sostenibili nel lungo periodo e che siano complessivamente “value for money” vale a dire che siano in grado di produrre benefici superiori alle risorse impiegate. La Società Scientifica ha il dovere di valutare questo percorso, certificarne la validità e proporne in tal caso la ripetibilità.

Fatta questa doverosa, necessariamente breve, premessa è evidente la proposta.
Istituzionalizzare la metodologia di monitoraggio e valutazione su tutte le iniziative formative di ACOI.

Obiettivo

Obiettivo prioritario di questa proposta è certamente quello di implementare con un codificato percorso di autovalutazione, componente a tutt’oggi del tutto trascurata, il percorso di certificazione di Qualità già intrapreso con successo ma mantenuto con un po’ di affanno per la carenza accennata.
Ulteriore obbiettivo, peraltro di notevole interesse, è quello di stimolare negli affidatari e negli organizzatori di eventi la massima attenzione a perseguire un reale target di formazione, sia tecnica che non tecnica, valutabile e certificabile non solo attraverso questionari di rilevazione, ma anche a fronte di una valutazione diretta da parte del provider, nella fattispecie ACOI.
E’ del tutto evidente che queste iniziative, oltre a stimolare un “benchmarking” interno tra i vari incaricati o richiedenti, consentirà ad ACOI di avere un bilancio annuale dell’efficacia degli eventi, del loro livello qualitativo, anche per successive implementazioni o modifiche dell’offerta formativa, dando alla figura di Provider di ACOI carattere di eccellenza preparandola anche ad affrontare con successo le successive tappe di selezione ministeriale degli stessi provider.
E’ chiaro che questa proposta di attività necessita di risorse e struttura adeguata.
Per quanto attiene le risorse, dal momento che tutto quanto viene proposto ha come presupposto anche il criterio della sostenibilità, saranno limitate esclusivamente alle esigenze logistiche dei cosiddetti valutatori, eventualmente ribaltabili sui costi degli eventi oggetto della valutazione, o in occasione di riunioni straordinarie in sede ACOI. Per il resto sarà utilizzato ampiamente lo strumento mediatico (mail, Skype e quant’altro).
Risorse sono anche lo staff che mi riservo di presentare dopo il parere del C.D. E’ evidente che in caso di accettazione della proposta operativa sarà necessario arruolare un congruo numero di collaboratori(8/10), dislocati geograficamente in modo strategico proprio al fine di limitare gli spostamenti e conseguentemente i costi.

Metodologia operativa

Il gruppo di lavoro prioritariamente stabilirà la metodologia del percorso valutazione.
Quindi procederà a formulare un ventaglio, estremamente contenuto di indicatori nel rispetto dei criteri di valutazione precedentemente enunciati e così riassunti:

  • Criteri di carattere clinico-epidemiologico;
  • Criteri di carattere economico-organizzativo;
  • Criteri di carattere etico-sociale;
  • Criteri legati al rischio di inappropriatezza; 
  • Criteri legati al livello di evidenza disponibile;
  • Criteri legati alla capacità di comunicazione;
  • Criteri legati alla efficacia formativa
che porterà alla definizione di un “format” unitario di valutazione per le differenti classi di eventi da esaminare (Workshop, Congressi Nazionali, Congressi regionali, Scuole)
Per ogni evento valutato sarà fornito report al C.D. e semestralmente sarà fornito consuntivo di lavoro.


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