Ansa ileale (perforazione)
PERFORAZIONE ILEALE
La perforazione di un viscere ( come ad esempio l’esofago, lo stomaco, il tenue o il colon), è una soluzione di continuo (un “buco” o un “foro” ) nello spessore della sua parete. Questa permette la fuoriuscita del contenuto del viscere che di norma è “a tenuta stagna”. Tale contenuto, in genere liquido e aria, a contatto con il rivestimento della cavità peritoneale e degli organi in essa contenuti (il peritoneo), provoca un processo infiammatorio detto peritonite. La perforazione di un viscere può essere provocata da un trauma, da infiammazione acuta o ischemia del tessuto che compone la sua parete. E’ la causa piu’ frequente di peritonite. La perforazione di un viscere provoca una peritonite chimica, causata dal contatto delle secrezioni del tubo digerente, del sangue e dell’aria con il peritoneo. In un primo momento il materiale che fuoriesce e si spande nel peritoneo è sterile o poco contaminato, ma rapidamente i batteri, se presenti nel liquido fuoriuscito, trasformano la peritonite in peritonite settica. La peritonite settica è caratterizzata da un’infezione localizzata o generalizzata della cavita’ addominale. Il paziente riferisce dolore addominale spontaneo, che aumenta con la palpazione e la sua intensita’ è in funzione del grado di irritazione peritoneale. Nelle peritoniti da perforazione viscerale il pz. lamenta un dolore addominale improvviso, intenso e continuo, e una diminuzione fino all’assenza completa di movimento dell’intestino, con distensione addominale. La perforazione di intestino tenue, quando determini una peritonite localizzata, ha una mortalita’ inferiore al 10%. Un importante fattore prognostico è rappresentato dalle capacita’ di difesa dell’organismo e dalla tempestivita’ del trattamento. La terapia è chirurgica con riparazione della soluzione di continuo con semplice sutura o resezione del tratto di viscere coinvolto. A questa si associano la terapia antibiotica e l’infusione di soluzioni idroelettrolitiche.
La perforazione di un viscere ( come ad esempio l’esofago, lo stomaco, il tenue o il colon), è una soluzione di continuo (un “buco” o un “foro” ) nello spessore della sua parete. Questa permette la fuoriuscita del contenuto del viscere che di norma è “a tenuta stagna”. Tale contenuto, in genere liquido e aria, a contatto con il rivestimento della cavità peritoneale e degli organi in essa contenuti (il peritoneo), provoca un processo infiammatorio detto peritonite. La perforazione di un viscere può essere provocata da un trauma, da infiammazione acuta o ischemia del tessuto che compone la sua parete. E’ la causa piu’ frequente di peritonite. La perforazione di un viscere provoca una peritonite chimica, causata dal contatto delle secrezioni del tubo digerente, del sangue e dell’aria con il peritoneo. In un primo momento il materiale che fuoriesce e si spande nel peritoneo è sterile o poco contaminato, ma rapidamente i batteri, se presenti nel liquido fuoriuscito, trasformano la peritonite in peritonite settica. La peritonite settica è caratterizzata da un’infezione localizzata o generalizzata della cavita’ addominale. Il paziente riferisce dolore addominale spontaneo, che aumenta con la palpazione e la sua intensita’ è in funzione del grado di irritazione peritoneale. Nelle peritoniti da perforazione viscerale il pz. lamenta un dolore addominale improvviso, intenso e continuo, e una diminuzione fino all’assenza completa di movimento dell’intestino, con distensione addominale. La perforazione di intestino tenue, quando determini una peritonite localizzata, ha una mortalita’ inferiore al 10%. Un importante fattore prognostico è rappresentato dalle capacita’ di difesa dell’organismo e dalla tempestivita’ del trattamento. La terapia è chirurgica con riparazione della soluzione di continuo con semplice sutura o resezione del tratto di viscere coinvolto. A questa si associano la terapia antibiotica e l’infusione di soluzioni idroelettrolitiche.
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