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Cataratta

La cataratta è una malattia responsabile di un calo della vista causata dall’opacizzazione del cristallino, una lente naturale dell’occhio. L’incidenza annuale stimata è di 500 pazienti operati per 100000 persone (in Italia si stimano quasi 400mila interventi ogni anno). Il cristallino è la lente trasparente e biconvessa che contribuisce alla messa a fuoco dei raggi luminosi sulla retina. Il cristallino è avvolto da un sacco di consistenza elastica detto capsula, che contribuisce a mantenere la forma della lente durante l’accomodazione (incremento del potere ottico al fine di mantenere nitida l’immagine o fuoco di un oggetto a diverse distanze). La capsula viene distinta in parte anteriore (appena dietro l’iride) e parte posteriore (addossata al corpo vitreo). Il cristallino viene mantenuto in sede da fini legamenti (zonulari) che aderiscono ai processi ciliari. La contrazione delle fibre del muscolo ciliare e il rilasciamento delle fibre zonulari modificano la convessità del cristallino e il suo potere diottrico. Nei pazienti portatori di cataratta la progressiva opacizzazione del cristallino interferisce con il passaggio della luce necessaria per una visione nitida. L’opacizzazione del cristallino può essere congenita (spesso ereditaria) o causata da età, trauma (con penetrazione nella capsula) o malattia (es. infiammazioni intraoculari, prolungato uso di farmaci steroidei). Clinicamente il paziente con cataratta presenta una diminuzione del potere ottico dell’occhio per l’incapacità della lente di formare un’immagine nitida sulla retina. Tale processo nella cataratta senile avviene generalmente in maniera progressiva. La progressione della malattia comporta la perdita totale della vista. La diagnosi avviene durante la visita oculistica. Terapia della cataratta: in una prima fase la correzione della vista può avvenire mediante occhiali o lenti a contatto, ma il trattamento definitivo della cataratta è necessariamente chirurgico e prevede la rimozione del cristallino e il posizionamento di una lente artificiale intraoculare (IOL). L’intervento più comunemente eseguito è l’estrazione extracapsulare del cristallino, durante l’operazione viene mantenuto in sede la capsula posteriore intatta, come supporto alla lente artificiale. Tale intervento viene generalmente eseguito, previa una incisione sull’occhio, con l’utilizzo di uno strumento per irrigazione–aspirazione che emette ultrasuoni. Gli ultrasuoni frantumano la cataratta in piccoli pezzi che vengono aspirati dallo strumento (facoemulsificazione). L’intervento può essere eseguito in anestesia locale (gocce o iniezioni) o generale. Alternativa chirurgica è l’estrazione intracapsulare (asportazione del cristallino compresa tutta la capsula, in genere con crioestrazione). In alcuni casi, a seconda delle esigenze del paziente, possono attualmente venire impiantate lenti intraoculari pieghevoli, multifocali o accomodative per correggere eventuali difetti pre-esistenti nel paziente (es. miopia, astigmatismo). Le complicanze dell’intervento per cataratta si distinguono in: • pre-operatorie: prevalentemente legate all’anestesia con iniezioni (perforazione del bulbo oculare, emorragia palpebrale, perioculare o retro bulbare) o generale • intraoperatorie: emorragia, rottura della capsula, perdita del vitreo, distacco retinico, estrazione incompleta del cristallino, incorretto posizionamento del cristallino • postoperatorie: infezione (gravità variabile, fino a causare la perdita funzionale e/o anatomica dell’occhio), lesione corneale, retinica, palpebrale o dei muscoli oculari, emorragia, glaucoma (aumento della pressione oculare)
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