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Emorragia subaracnoidea

L’emorragia subaracnoidea (ESA)è una condizione in cui si verifica la presenza di sangue nello spazio subaracnoideo. L'ESA spontanea (non traumatica) è dovuta nell'85% dei casi alla rottura di un aneurisma (dilatazione abnorme e circoscritta di un’arteria intracranica, generalmente di origine malformativa). La mortalità è di circa il 25%, e da una disabilità in circa il 50% dei pazienti sopravvissuti. La mortalità acuta è inoltre molto precoce. Nella prima settimana, infatti, circa il 30-40% dei soggetti con ESA decede. Presenta SINTOMATOLOGIA: Cefalea: Improvvisa (a "scoppio", o con acme in pochi secondi), intensa, mai sperimentata in precedenza, diffusa. È presente nell'85%-100% dei casi di ESA, e in circa 1/3 dei pazienti è l'unico sintomo. Vomito: di solito è definito “a getto” (vomito improvviso non preceduto da nausea dovuto alla stimolazione diretta del centro del vomito presente a livello cerebrale da parte dell’emorragia e dall’irritazione delle meningi che ne consegue o dall’aumento della pressione del liquido cefalo-rachidiano) Rigidità nucale. Resistenza alla flessione passiva del capo – segno di irritazione delle meningi – membrane che avvolgono il tessuto cerebrale Perdita di coscienza: Si verifica in circa il 60% dei pazienti all'esordio o poco dopo l'esordio dell'ESA. La perdita di coscienza può essere dovuta alla cospicua quantità di sangue nello spazio subaracnoideo o a complicanze dell'ESA quali la dislocazione dell'encefalo per un ematoma, o l'idrocefalo acuto. Spesso evolve verso il coma profondo evidenziato da un punteggio di 3 della Glasgow Coma Scale (Scala di valutazione dello stato neurologico che va da un minimo di 3 –assenza di attività cerebrale rilevabile mediante esame clinico - ad un massimo di 15 – paziente in buon stato neurologico) Segni neurologici focali: Quando si verificano bisogna pensare alla presenza di un danno strutturale del parenchima cerebrale o di un aneurisma che comprime un nervo cranico o che ha sanguinato nell'ambito del parenchima cerebrale. Vertigini: il nervo cranico coinvolto è l’VIII. Manifestazioni sistemiche: In fase acuta si possono verificare febbre, ipertensione arteriosa, modificazioni elettrocardiografiche anche gravi, ecc. Morte improvvisa: La morte improvvisa, nel giro di pochi minuti, si verifica in circa 15% dei pazienti con ESA. Si ritiene che possa essere causata da un improvviso aumento della pressione intracranica, da aritmia cardiaca o da edema polmonare. DIAGNOSI: TC senza contrasto: eseguita entro 24 ore dall'esordio, evidenzia l'emorragia subaracnoidea nel 92% dei casi. L'angio-RM e l'angio-TC (con mezzo di contrasto che permette lo studio dei vasi sanguigni cerebrali). Possono essere utilizzate nell'emergenza clinica, Angiografia (digitale): (iniezione diretta di mezzo di contrasto nel circolo sanguigno e possibilità di studio mediante radiografia) per evidenziare o escludere la presenza di tale malformazione vascolare causa dell'emorragia. TERAPIA Dopo rottura di un aneurisma cerebrale, se non vi è un trattamento (endovascolare o chirurgico) con esclusione dell'aneurisma, la probabilità di un nuovo sanguinamento è estremamente elevata: Trattamento endovascolare: (inserimento attraverso accesso percutaneo e mediante l’utilizzo dell’angiografia, all’interno o subito prima del vaso dilatato, di dispositivi o farmaci volti ad occluderlo), in base ai dati più recenti appare attualmente più sicuro dell'intervento chirurgico. Trattamento chirurgico:(si avvale di clips metalliche – simili alle spille di una comune spillatrice – in grado di chiudere i vasi sanguigni) costituisce il trattamento alternativo al trattamento endovascolare nei pazienti giovani, ed in generale in tutti i pazienti a basso rischio chirurgico. In questi casi il trattamento chirurgico assicura basse complicanze e consente, in circa l'85%~90% dei casi, di escludere con clip l'aneurisma in maniera completa e definitiva.
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