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ACOI a CorSera: dati non corretti e fuorvianti su errori medici

La replica del Presidente ACOI Rodolfo Vincenti all'articolo del Corriere della Sera

“Ancora riesco a stupirmi quando leggo la superficialità con la quale testate prestigiose trattano argomenti seri e degni di ben altre analisi. Il titolo, come al solito di grande impatto, "Gli errori dei medici costano 260 milioni l’anno", introduce un articolo dove vengono gettati in modo poco corretto numeri, percentuali e concetti del tutto fuorvianti e, in alcuni casi, senza indicarne la provenienza.” Così Rodolfo Vincenti, presidente dell'Associazione chirurghi ospedalieri italiani (Acoi), contesta duramente l'articolo pubblicato oggi sul quotidiano Corriere della Sera nel quale si riportano i dati del rapporto del Ministero della Salute sugli “eventi sentinella” e l'aumento della spesa per polizze assicurative e spese legali sostenute dagli ospedali e dalle Asl per tutelare medici e infermieri da rischi degli errori clinici.

“Vorrei spiegare all’articolista – prosegue Vincenti - che per “evento sentinella” si intende un evento avverso particolarmente grave, potenzialmente evitabile e che il verificarsi di un solo caso è condizione sufficiente per dare luogo ad un’indagine conoscitiva diretta ad accertare se vi abbiano contribuito fattori eliminabili o riducibili e per attuare le adeguate misure correttive da parte dell’organizzazione”. Il presidente Acoi sottolinea, dunque, che “solo dall’indagine si potrà capire se un errore è stato causa dell’evento stesso.” E rivolgendosi al giornalista che ha firmato l'articolo, Vincenti chiarisce: “Vorrei tanto poter far sapere all’articolista che nel secondo rapporto dell’Osservatorio ministeriale (settembre 2005 – agosto 2009), pubblicato in ottobre dello scorso anno e al quale i dati si riferiscono, è specificato che su 385 eventi segnalati ben 276 sono riferiti a cause ambientali, di comunicazione, di tecnologie sanitarie e 92 riferibili a cause umane. In più – aggiunge - domanderei in quanti tra gli eventi segnalati si è riconosciuto un “errore” e tra questi quanti sono stati gli “errori medici” che poi costerebbero 260 milioni all’anno.” Il chirurgo prosegue la sua disanima specificando che “l'articolo continua con percentuali la cui fonte non è riportata, ad esempio le segnalazioni di PIT Salute 2009 e le denunce pubblicate da Ania, non certo quelle dell’Osservatorio che sono ben diverse.” Ma ciò che per Rodolfo Vincenti “non è tollerabile” è che “alla corretta affermazione del presidente Fiaso, che cita lo 0,2% di sinistrosità in sanità, della quale solo in 1/3 viene riconosciuto un errore clinico ( 0.07% ) l'articolista, solo per dimostrare un personale catastrofico assunto, si rifugia nelle 30.000 liti annue (dati Ania) come se fossero tutti errori medici, ben sapendo che così non è.” L’Associazione dei chirurghi ospedalieri italiani da oltre 2 anni è sul campo della formazione manageriale del chirurgo: oltre sette i corsi residenziali “risk management” tenuti in partenariato con MIP (Politecnico di Milano) nel 2009-2010. Il “Progetto Qualità e Sicurezza nel Blocco Operatorio” è in fase avanzata di realizzazione e coinvolge oltre 50 Unità di chirurgia italiane ed è in collaborazione con le Istituzioni sanitarie nazionali (Agenas). “Il tutto per una sanità più sicura” dichiara Vincenti. E aggiunge: “Se qualcuno volesse meglio informarsi noi saremmo con gioia a disposizione.”
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