18 Settembre (Il Sole-24 Ore)
18 settembre 2008
Brunetta: on line i curricula dei chirurghi
di Celestina Dominelli (da Il Sole-24 Ore)
Lo dice senza mezzi termini intervenendo a una trasmissione radiofonica: «Dall'anno prossimo - annuncia il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta - vorrei che fossero pubblicati i curricula dei chirurghi». Il motivo è presto detto: «Se devo sottopormi a un intervento chirurgico - aggiunge - devo poter sapere se quel chirurgo che mi opererà è un macellaio o un genio oppure una persona efficiente di qualità ». Ma quel riferimento al «macellaio» non piace a gran parte degli oltre 54mila chirurghi italiani, mentre le associazioni di consumatori plaudono all'iniziativa.
«L'intenzione del ministro - commenta Amedeo Bianco, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo)- ci ha lasciati sorpresi e amareggiati». Perché la politica della trasparenza, ragiona Bianco, va sì perseguita ma attraverso la collaborazione e «senza eccessi demagogici ». Sulla stessa lunghezza d'onda anche Carlo Lusenti, segretario dell'Anaao, il principale sindacato dei medici ospedalieri, che, pur concordando con Brunetta chiede «maggiore attenzione nell'uso delle parole». E una secca bocciatura arriva anche da Rodolfo Vincenti, presidente Acoi, l'associazione dei chirurghi ospedalieri, che bolla il messaggio come «una proposta mediatica».
I medici che siedono in Parlamento, invece, accolgono l'idea positivamente anche se con qualche riserva. «Sono d'accordo con Brunetta sul fatto che il cittadino vada informato meglio - afferma l'oncologo Umberto Veronesi - ma le informazioni da rendere trasparenti dovrebbero essere altre dai curricula, i punteggi e le pubblicazioni scientifiche».
Mentre il senatore Ignazio Marino ( Pd) rivendica la paternità dell'idea e propone di estenderla «a tutti i professionisti che partecipano a un concorso per il Ssn». Un po' come sta accadendo in Inghilterra, dove il ministero della Sanità ha proposto di valutare i medici del Nhs (il servizio sanitario britannico) anche in base al successo dei loro interventi. Mentre negli Stati Uniti dilaga la moda delle pagelle online per i camici bianchi inserite dagli stessi pazienti. Con i medici costretti a difendersi a colpi di querele.
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