Il futuro dei dirigenti medici del SSN
Estese dalla Commissione Affari Sociali della Camera a tutti i Dirigenti la deroga sul pensionamento previsto dalla legge 133/2008: Quale il futuro dei Dirigenti Medici nel SSN?
Alla luce dell’atto di indirizzo del Comitato di settore per il biennio economico 2008-2009 del CCNL della Dirigenza Medica e Veterinaria, della sottoscrizione dell’accordo quadro sulla riforma della contrattazione tra Governo e parti sociali, nonché del ddl “ Delega al Governo finalizzata all'ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico” presentato dal Ministro della Funzione Pubblica Brunetta, il Governo, si prepara ad attaccare le attuali condizioni economiche dei medici del SSN e pone nuovi vincoli sulla categoria dei Medici dipendenti.
L ‘Atto di indirizzo del Comitato di settore per il biennio economico 2008-2009 prevede un aumento stipendiale articolato nello 0,4% per il 2008 ed in un ulteriore 2,8% nel 2009, pari, a regime, al tasso di inflazione programmata dal Governo del 3,2% (1,7% per il 2008 e di 1,5% per il 2009), inferiore perfino all'incremento già consolidato per il 2008 (3,3%).
In sostanza, si dispone il sostanziale azzeramento degli arretrati ed un aumento medio di 22€ lordi/mese per il 2008, cui si aggiungono 157€ lordi/mese per il 2009, per un totale a regime di 179€ lordi/mese.
Si tratta di una riduzione secca della nostra capacità economica, senza che sia controbilanciata da eventuali benefici fiscali, senza una chiara previsione di un recupero, qualora l'inflazione reale si discosti da quella programmata e senza, ovviamente, la rivalutazione dell'indennità di esclusività di rapporto, ferma ormai da quasi un decennio, che di fatto già sottrae il 15% della massa salariale ad ogni recupero inflattivo.
La sottoscrizione dell'accordo quadro sulla riforma della contrattazione tra Governo e parti sociali, aggiunge, infine, ulteriori elementi di preoccupazione. Il protocollo prevede la durata triennale dei contratti, tanto per la parte economica che per quella normativa, e la scomparsa dell'inflazione programmata.
La definizione del calcolo delle risorse da destinare agli incrementi contrattuali sarà effettuata con l'utilizzo di un nuovo nebuloso indice previsionale, elaborato da un soggetto terzo, sulla base dell'IPCA (Indice dei prezzi al consumo armonizzato per i paesi dell’Unione), che fa riferimento all'andamento dei prezzi al consumo in ambito europeo depurato dalla dinamica dei prezzi dei beni energetici importati. Secondo una prima proiezione, il nuovo indice avrebbe permesso nelle contrattazioni 2004-2008 un recupero economico inferiore a quello dell'inflazione programmata.
Quello che più preoccupa, sono però le disposizioni riguardanti il settore pubblico, e quindi i medici dipendenti.
Innanzitutto, l'indice verrà applicato ad una base di calcolo costituita dalle sole voci di carattere fisso e non dalla intera retribuzione. Tutte le voci accessorie saranno,quindi, escluse dal calcolo degli incrementi della massa salariale, che, nel nostro caso, già non comprende la indennità di esclusività.
Inoltre, al contrario di quello che avverrà nel privato, la verifica degli eventuali scostamenti con l'inflazione certificata dall'Istat sarà effettuata alla scadenza del triennio contrattuale, per un eventuale recupero nel successivo triennio, e l'incentivo fiscale sarà concesso, “gradualmente e compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica, ai premi legati al conseguimento di obiettivi quantificati di miglioramento della produttività e qualità dei servizi offerti, tenendo conto degli obiettivi e dei vincoli di finanza pubblica”.
Considerati i deficit crescenti delle Regioni in campo sanitario, valutati dal CEIS di Roma (Centro interdipartimentale di studi internazionali sull’economia e lo sviluppo) in 14 miliardi di euro per il biennio 2009/2010, è facile immaginare quali siano per i dirigenti pubblici le reali possibilità di recuperare a livello della contrattazione decentrata i pesanti tagli economici previsti a livello centrale.
Se poi fossero applicati, anche al settore pubblico, i contenuti del punto 16 dell'accordo quadro secondo cui “in situazioni di crisi …..le specifiche intese potranno definire apposite procedure, modalità e condizioni per modificare in tutto o in parte, anche in via sperimentale e temporanea, singoli istituti economici o normativi dei contratti collettivi nazionali di lavoro di categoria”, che, detto in modo più esplicito, significa potersi accordare nella trattativa aziendale su livelli salariali e\o normativi inferiori a quelli stabiliti nella contrattazione nazionale.
Infine, per quanto concerne il ddl “ Delega al Governo finalizzata all'ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico” che prevede:
1- la “rottamazione” discrezionale di medici con 40 anni di contributi
2- che la componente della retribuzione legata al risultato sia fissata per i Dirigenti in una misura non inferiore al 30 % della retribuzione il cerchio si chiude.
(a cura di Franco Angelastri
da: Il futuro dei dirigenti medici del SSN
di Carlo Palermo)
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