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CORONAVIRUS: APPELLO CHIRURGHI, TORNATE A CURARVI, -60% PER ONCOLOGIA
COVID - Autore Segreteria 
Numero 4857 del 21/05/2020

COMUNICATO
CORONAVIRUS: APPELLO CHIRURGHI, TORNATE A CURARVI, -60% PER ONCOLOGIA
REPORT CAMICI VERDI, CROLLO INTERVENTI PER PAURA CONTAGI, ECCO I-CARE
Tutto parte dall’osservazione sul campo, anzi in corsia. Un’analisi capillare in tutta Italia, regione per regione dell’andamento delle visite, dei percorsi di prevenzione e cura delle varie patologie e, in particolare, delle problematiche di natura oncologica in tempo di Covid-19. I numeri messi nero su bianco dal Primo Rapporto dell’Associazione dei chirurghi ospedalieri italiani (ACOI) danno una fotografia scioccante del calo delle cure degli italiani e del timore di recarsi negli ospedali in questi tre mesi di emergenza coronavirus. Per questo, ACOI ha messo in campo un progetto nazionale mirato a sensibilizzare famiglie e pazienti, per tornare a curarsi.
“I Care – Mi prendo cura di te” è il nome del programma che partendo dall’osservazione delle dinamiche negli ospedali pubblici in tutto il Paese, mette in campo due progetti: una campagna mediatica e social anche attraverso un ‘video-mosaico’ in cui chirurghi di tutte le regioni fanno appello ai cittadini perché non mettano da parte la salute e, quindi, un numero verde (800.822509) dedicato all’ascolto, ma anche a consigli di primo livello in particolare sulle problematiche che rientrano nel perimetro della cosiddetta chirurgia maggiore, con un’attenzione particolare a creare un filo diretto con i cittadini-pazienti nei rispettivi territori. ‘Durante l’emergenza Covid – si legge nel Report elaborato da ACOI - l’attività di chirurgia oncologica è diminuita di circa il 60%. Alcuni motivi sono da far risalire alle esigenze degli organici delle strutture ospedaliere concentrate sui servizi per contrastare il coronavirus e quindi alla carenza di medici anestesisti, così come la contrazione del personale di sala operatoria e di medici e paramedici dirottati alle cure Covid.
Un ruolo determinante, al di là delle ragioni interne agli ospedali pubblici, è stato svolto dalla paura e l’azione di ACOI ha, tra gli obiettivi, prendere per mano i pazienti e guidarli in percorsi sicuri, eliminando le resistenze dovute alla sindrome da contagio.
“Alle dinamiche legate alla grave emergenza che hanno dovuto affrontare le strutture ospedaliere – spiega il presidente di ACOI, professor Pierluigi Marini – sul crollo delle cure hanno senza dubbio pesato i timori dei cittadini di poter essere contagiati dal maledetto virus. In queste difficili settimane, travolti dall’emergenza Covid-19, dalle notizie drammatiche di decessi, dai vincoli delle chiusure di ogni attività anche la salute è stata messa in lockdown. Ma il nostro organismo - aggiunge Marini - le nostre patologie non obbediscono ai Dpcm, purtroppo. Invece tanti cittadini, tanti pazienti hanno rinunciato o dovuto rinunciare a curarsi, a portare avanti i percorsi di prevenzione, di diagnostica, persino di cure oncologiche. Così i nostri organismi rischiano di passare dal lockdown al blackout. Per questo, lanciamo un grido d’allarme, perché gli italiani non mettano in quarantena la salute, né la fiducia verso gli ospedali. Il nostro organismo non distingue Fase 1, Fase 2, 3, ma – conclude il presidente di ACOI - rischia di andare Fuori Fase se si interrompono prevenzione e cure. Insieme rimettiamo al primo posto la nostra salute”.
20 maggio 2020
  

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Intervento del Presidente alla riunione Commissione Sanità Senato
COVID - Autore Segreteria 
Numero 4836 del 08/04/2020

Gentilissimi soci
Di seguito i contenuti dell’intervento del Presidente Marini on call con i componenti della Commissione Sanità Senato del 6 aprile 2020.
Gli operatori sanitari stanno pagando un prezzo altissimo nell'epidemia del Coronavirus. Non solo sovraccarico di lavoro e stress ma soprattutto l'alto numero di contagi (Più di 80 i medici deceduti e 25 gli infermieri per il COVID 19 in Italia oltre 11.000 gli operatori sanitari contagiati). Ma anche terribili costi psicologici. La maggior parte dei medici e degli operatori sanitari ha dovuto affrontare l'emergenza senza alcun tipo di assistenza, dovendo gestire in solitudine la responsabilità dei trattamenti e il dolore per la perdita dei pazienti con la paura costante di essere contagiati e contagiare anche i propri familiari.
Oltretutto si è addossata a singoli individui la responsabilità di scelte collettive. Medici ed infermieri sono lavoratori ad alto rischio che svolgono un lavoro essenziale per la tutela della salute e l'incolumità di tutti. Avrebbero dovuto essere messi nelle condizioni di lavorare nel miglior dei modi, innanzitutto con dotazioni di sicurezza necessarie per evitare il contagio ricevendo un supporto tecnologico, umano e psicologico.
E' preciso dovere delle Istituzioni, datori di lavoro, Regioni e Governo occuparsene. Occorreva ridurre il burn out dei medici e proteggerli dall'infezione, proporre protocolli aumentando i livelli di tutela e favorire i DPI in quantità e qualità adeguate. Invece sono apparsi riprovevoli sciacalleschi inviti di alcuni studi legali che si offrivano di difendere vittime di presunti episodi di malasanità legati ai contagi facendo causa ai medici.
I singoli Consigli dell'Ordine e le rappresentanze degli Avvocati a livello nazionale hanno censurato tali condotte e manifestato ogni solidarietà nei confronti degli operatori sanitari. I medici chiedevano di non dover rispondere di eventuali danni ai pazienti a loro non ascrivibili. Si è verificata però una deprecabile strumentalizzazione del problema. In sede di discussione al Senato sulla conversione del decreto legge 17 marzo 2020 n. 18 sono stati presentati alcuni emendamenti che con il pretesto di prendere a cuore le preoccupazione dei medici intendono prevedere una totale immunità per le strutture sanitarie, Stato, Regioni, Istituti, Agenzie, soggetti preposti alle scelte e alla gestione della crisi sanitaria in relazione ad eventi avversi occorsi durante la pandemia COVID19, precludendo qualsiasi risarcimento di danni agli stessi operatori sanitari e a terzi. Nessuno sarà mai responsabile di scelte errate, di omissioni, di danni al personale sanitario, ai pazienti, ai cittadini. Queste irragionevoli deresponsabilizzazioni in ogni settore dell'ordinamento accomunano le scandalose proposte di emendamento che eliminano ogni eventuale possibile responsabilita di chi ha operato scelte politiche, tecniche organizzative, gestionali, ivi incluse i vertici e gli amministratori delle strutture sanitarie. Insomma, tutti coloro che hanno avuto e hanno l'obbligo giuridico e tecnico di tutela, di assumere decisioni appropriate e applicare tempestivamente misure idonee nell'interesse della collettività per scongiurare contagi e danni.
I gravi e censurabili contenuti degli emendamenti non possono essere legittimati dall'eccezionalità della pandemia che impone semmai maggiore attenzione ai diritti dei medici e pazienti e un rafforzamento del sistema delle garanzie e tutele in favore dei sanitari colpiti dal virus, delle famiglie di quei medici che hanno sacrificato la loro vita ed i pazienti che eventualmente ne abbiano risentito. Gli emendamenti dovevano piuttosto prevedere misure d'indennizzo nei confronti di chi ha riportato conseguenze dannose (essendosi infettato) mentre si dedicava con abnegazione e spirito di sacrificio alla cura di coloro che erano affetti dal virus pur essendo allo stremo di risorse umane e strumentali. Anziche introdurre indennizzi e protocolli gli emendamenti tentano di prevedere inammissibili immunita e privilegi di classe e di categoria, esoneri da eventuali responsabilita civili, penali, contabili di chi opera scelte, gestisce ed organizza.
Diritti costituzionalmente garantiti a livello italiano, dalla Convenzione Europea e dalle Carte internazionali non possono essere soppressi. A ciò si aggiunga che gli “esoneri di responsabilità ” non possono che restare quelli contemplati nei nostri vigenti codici. Le cause che escludono l'antigiuridicità di una condotta sono tassativamente individuate dalla legge e già esistono.
L'apparente motivazione di evitare processi ai medici e ai sanitari per eventuali morti causate da ritardi nei soccorsi, mancanza di presìdi ed eventuali contagi (dovuti alle carenze di dotazioni protettive) non può fornire il pretesto per garantire aprioristicamente un totale esonero di responsabilità per lo Stato, per le Regioni, per politici, tecnici, amministratori e dirigenti di strutture. Le loro scelte, le loro azioni od omissioni sono comunque suscettibili di indagine e valutazione come lo sono quelle di qualsiasi cittadino in virtu del principio insopprimibile della uguaglianza di fronte alla legge (art. 3 Cost.).
Ben altro era l'intendimento di chi suggeriva di far ribadire che i medici, sprovvisti di dotazioni, non possono essere chiamati a rispondere di aver provocato eventuali contagi per la ricorrenza di cause di giustificazione che escludono l'antigiuridicità della loro condotta: aver agito in adempimento di dovere e in stato di necessità.
Com'è noto i medici sono pubblici ufficiali, non possono rifiutare cure e trattamenti in caso di emergenza perché risponderebbero anche penalmente (ad es. omissione di atti d'ufficio). La loro condotta è imposta. La loro condotta (altrimenti punibile), in presenza delle ricordate circostanze diviene lecita.
Val la pena rammentare che l'efficacia delle cause di giustificazione non è limitata al solo diritto penale, ma si estende a tutti i rami del diritto (civile e amministrativo). Per la cd efficacia universale il fatto diviene lecito in ogni settore del diritto. I medici sono già giustificati dalle previsioni vigenti nel nostro ordinamento e non hanno bisogno di emendamenti che di facciata devono sembrare a loro tutela e che in realtà servono ad impedire che loro, i loro familiari e qualunque cittadino si possa rivolgere all'autorità giudiziaria per chiedere sacrosanti risarcimenti dei danni.
Se mai ci fosse il bisogno e se mai si volesse ribadire la reale volontà di non penalizzare medici e sanitari che rischiano danni alla loro salute, curando i malati da Coronavirus pur non essendo muniti di protezioni idonee e che non sono certo responsabili di eventuali contagi, non potendosi esimere dall'adempimento del loro dovere, ancorchè deprivati di presìdi, sarebbe bastato affermare in un qualsiasi emendamento: “Le prestazioni e i trattamenti sanitari resi da medici e personale sanitario durante il periodo di emergenza della pandemia da Coronavirus si intendono rese nel legittimo adempimento del dovere e in stato di necessità”. Questo se ci fosse stato bisogno ma si ripete medici e sanitari hanno già delle cause di giustificazione previste nell'ordinamento vigente.
Si chiede pertanto che i pretestuosi testi che mal celano la volontà di creare immunità in danno dei medici e dei cittadini siano immediatamente ritirati in quanto destinati a esonerare aprioristicamente e arbitrariamente da responsabilità lo Stato, le Regioni, Agenzie, Istituzioni e Strutture sanitarie impedendo l'esercizio di un diritto costituzionalmente garantito all'art. 3 e riconosciuto a tutti i cittadini, ossia quello di agire in giudizio a tutela dei propri interessi.
Appare assolutamente deprecabile che invece di prevedere risarcimenti o indennizzi alle vittime ossia al personale sanitario, ai medici infetti, alle famiglie di medici morti e a pazienti si precostituiscano immunità inaccettabili in favore dei preposti alle decisioni e all'organizzazione e si tenti di sopprimere il diritto di agire in giudizio per danni.
Lo Stato deve prevedere indennizzi come in caso delle infezioni nosocomiali o dovrà risarcire i danni.
La fornitura di dispositivi di protezione individuale deve essere garantita ai medici e personale sanitario degli ospedali ed estesa ai medici di medicina generale. I medici e i sanitari hanno garantito alti livelli di cura a rischio delle loro vite, con spirito di sacrificio e grande senso di responsabilità che non tollera privilegi e negligenze da parte di chi è preposto a prendere decisioni e provvedere all'organizzazione. Quanto vale per lo Stato la vita di un medico che salva altre vite? Di ben altra portata devono essere gli emendamenti e quelli presentati vanno immediatamente ritirati.
Infine credo sia necessario e quindi chiedo che venga istituito un fondo di solidarietà per le famiglie dei colleghi deceduti per aver contratto l’infezione da Covid-19 nell'esercizio delle proprie funzioni.
  

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COVID UPDATE
COVID - Autore Segreteria 
Numero 4827 del 06/04/2020

Carissimi,
abbiamo ricevuto dalla SIRM questa osservazione in merito alle raccomandazioni ACOI-SIC pubblicate una settimana fa.
Vi prego di tenerle in considerazione e se possibile di darci informazioni Sull’applicabilità.
1. Tutti i pazienti che vengono sottoposti a interventi chirurgici d’urgenza e/o i pazienti oncologici non differibili dovranno essere sottoposti ad anamnesi COVID-19 e diagnostica radiologica del torace per escludere impegno polmonare; in prima istanza si eseguirà RX torace, nel caso l’anamnesi COVID-19 sia suggestiva o il reperto RX sospetto o dubbio, la TC torace. In tutti i pazienti che vengono sottoposti a TC addome d’urgenza, si valuterà, d’intesa con il radiologo, se eseguire contestualmente la TC torace, al fine di evitare ulteriori successive esposizioni.
Nei prossimi giorni vi sottoporrò alcuni importanti argomenti. So che siete tutti impegnatissimi, preoccupati e arrabbiati.
Vi chiedo di dedicarmi un po’ del vostro prezioso tempo. Scrivervi per me è molto importante e cercherò, nonostante tutto, di continuare a lavorare, insieme al Consiglio Direttivo, su tutte le attività e le battaglie che hanno contraddistinto ACOI.
Dobbiamo sostenerci per riavviare le nostre attività all’interno dei nostri reparti in molti casi dilaniati dal Covid-19.
Sarà necessario forse individuare dei reparti Covid Free per riprendere a regime la Chirurgia Oncologica e la Chirurgia Maggiore.
Mandateci i vostri pareri e le vostre idee perchè possano diventare proposte per le istituzioni.
Sto predisponendo una lettera finalizzata al ritiro di quei offensivi emendamenti al DDL Cura Italia, proposti in forma politicamente trasversale, che di fatto prevedono una sostanziale immunità per tutti eventi avversi ai nostri danni durante la pandemia da Covid-19, causati da carenza, mancanza di presidi e garanzie minime sulla sicurezza.
Abbiamo chiesto di essere tutelati continuando comunque ogni giorno a fare il nostro lavoro.
La risposta dopo aver perso tragicamente 80 Colleghi non può essere questa.
Un caro abbraccio a tutti
Pierluigi Marini
Presidente Nazionale ACOI
  

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COLORECTAL SURGERY IN ITALY DURING THE COVID19 OUTBREAK: A SURVEY FROM THE ITALIAN COLORECTAL ANASTOMOTIC LEAKAGE (ICRAL) STUDY GROUP
COVID - Autore Segreteria 
Numero 4826 del 06/04/2020


I-ACTSS-COVID-19 – Italian Acute Care and Trauma Surgery Survey for COVID-19 Pandemic outbreak
COVID - Autore Segreteria 
Numero 4817 del 31/03/2020

Intercollegiate General Surgery Guidance on COVID-19
COVID - Autore Segreteria 
Numero 4778 del 30/03/2020

Roma, 30 marzo 2020
“Regolerò il tenore di vita per il bene dei malati secondo le mie forze e il mio giudizio”.
(Giuramento di Ippocrate)

Premesso che trattandosi di pandemia a diffusione per via aerea la copertura di naso e bocca di qualunque soggetto costituisce la prima misura di controllo della diffusione virale.
Il continuo ed improvviso stravolgimento delle nostre abitudini imposto dall’emergenza sanitaria sia nella vita sociale che in ambito professionale, ci impone uno sviluppo rapido e in continuo aggiornamento di raccomandazioni e linee guide secondo l’evidenza scientifica attuale che aiutino i chirurgi a fronteggiare situazioni mai viste.
Allo stato attuale non essendo presenti presupposti per gradi di raccomandazioni ed EBM tali consigli, al fine di non creare ostacoli o peggio ancora prese di posizione o strumentalizzazioni che nulla hanno a che vedere con la nostra mission (il bene dei malati secondo le mie forze e il mio giudizio) devono essere “necessariamente” contestualizzate alla situazione dell'Ospedale in termini di carico di pazienti COVID, mission e disponibilità di risorse.
La chirurgia d’urgenza e la chirurgia oncologica, ancora più complessa per i nostri pazienti in questo tempo di pandemia, richiede l'applicazione di uno standard nazionale, per minimizzare l’ulteriore rischio di diffusione del contagio Sars-cov2 anche attraverso una maggiore sicurezza per noi chirurghi. Attualmente, ogni paziente acuto, dovrà essere considerato come paziente potenzialmente affetto da COVID-19.
Raccomandazioni:
1. Tutti i pazienti che vengono sottoposti ad interventi chirurgici d’urgenza o i pazienti oncologici non differibili, dovranno essere sottoposti ad anamnesi COVID-19, TC torace (ultime 24 ore) o in caso di impossibilità Rx torace. Tutti i pazienti che vengono sottoposti a TC addome d’urgenza, dovranno eseguire contemporaneamente una TC torace.
2. Tutti i pazienti oncologici dovranno essere sottoposti a Test per COVID-19 almeno 24 ore prima di sottoporsi ad intervento, nel caso di procedura urgente e/o urgente ed indifferibile possibilità di eseguire un test rapido (dosaggio IgG/IgM) ove disponibile.
3. La completa protezione con i DPI previsti è mandatoria per tutto il team chirurgico. Requisito minimo per gli operatori l’utilizzo di mascherina FFP2 + mascherina chirurgica.
4. In assenza di devices di aspirazioni di fumi, l’uso della laparoscopia dovrà essere valutata attentamente a causa della formazione di aerosol potenzialmente infetto. Solo in casi selezionati, in cui la laparoscopia riduce il rischio di mortalità o di morbilità del malato in maniera importante, rimane consentita con le dovute precauzioni (pneumoperitoneo a pressioni più basse possibili, estrazione attenta dei trocars, minimo utilizzo dell’elettrocauterio e a potenza minima possibile)
5. In sala operatoria si raccomanda il seguente standard comportamentale:
- Ridurre al minimo lo staff presente.
- Tutto lo staff dovrà essere protetto con i DPI necessari
- Corretta evacuazione dei fumi per tutti i tipi di energie usate
- I pazienti dovranno essere intubati ed estubati in sala operatoria con il minimo dello staff in sala presente.
6. La protezione visiva è sempre indicata in tutte le manovre sul paziente come ad esempio il posizionamento di un sondino nasograstrico per l’elevato rischio generato dall’effetto aerosol che si genera.
7. Eseguire solo manovre endoscopiche urgenti in questa fase di pandemia.

Cordiali saluti
Il Presidente Nazionale ACOI Pierluigi Marini
Il Presidente Nazionale SIC Paolo De Paolis

  

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Coronavirus: Marini, gran lavoro chirurghi in momento difficile
COVID - Autore Segreteria 
Numero 4735 del 16/03/2020

Coronavirus: Marini, gran lavoro chirurghi in momento difficile = AGI0887 3 CRO 0 R01 / Coronavirus: Marini, gran lavoro chirurghi in momento difficile = (AGI) - Roma, 16 mar. - "I chirurghi in tutti gli ospedali di Roma così come d'Italia stanno facendo un lavoro straordinario, portando avanti con la professionalità che ha fatto scuola in tutta Europa la nostra professione, ora più che mai perché' il sistema sanitario italiano e del Lazio sono sotto stress e in trincea. Sta vincendo il grande lavoro di squadra tra medici, infermieri e chirurghi con uno straordinario spirito di solidarieta'". Lo dice il presidente di ACOI professor Pierluigi Marini. "Siamo impegnati a garantire ogni tipo di urgenza chirurgica e la chirurgia oncologica, cos'come siamo pronti nei pronto soccorso a consulenze o ad affiancare i nostri colleghi. E' un momento difficile per tutti, stiamo lavorando ogni giorno con i colleghi anestesisti per studiare percorsi alternativi in particolare negli ospedali che stanno dando priorità ai pazienti Covid-19. Abbiamo notato, ma è prematuro trarre un bilancio, una riduzione dei grandi traumi che puo' essere conseguenza del blocco della mobilità nelle nostre città e nella Capitale. Sono molto soddisfatto della ripresa delle donazioni di sangue in particolare da parte dei giovani che ci sta permettendo di eseguire tutti gli interventi di energia maggiore. A loro - conclude Marini - così come ai tanti cittadini che si mettono in fila per donare va il grazie di chi è in sala operatoria e deve salvare vite umane". (AGI)Red/Pgi 161555 MAR 20  

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Comunicazione Presidente Marini
COVID - Autore Segreteria 
Numero 4730 del 16/03/2020

Cari amici,
La condizione che stiamo vivendo da Chirurghi, da Medici, da Genitori o Figli richiede di dare ancora di più di quello che ogni giorno eravamo abituati a dare, unendoci ai Medici delle altre specialità per combattere l’angoscia, la fatica il dolore di vedere Colleghi che si ammalano o che tragicamente ci lasciano per aver sostenuto le attività nei nostri Ospedali e assistito i nostri Pazienti contro l’epidemia da Covid-19.
Siamo costretti, come dicono gli amici della SIAARTI, a ragionare e forse rivedere principi come appropriatezza clinica, proporzionalità delle cure, giustizia distributiva e allocazione di risorse. Tali principi si sono imposti drammaticamente in alcune regioni e potrebbero diventare altrettanto drammaticamente attuali in altre.
Noi siamo i Chirurghi Italiani ed in questo momento la nostra Coscienza, la nostra Etica e la nostra Professione ci spingono a combattere ogni giorno, insieme ai nostri Colleghi, questa grande battaglia contro la più grande emergenza sanitaria che il nostro Paese abbia vissuto in questi ultimi decenni.
Dobbiamo essere estremamente razionali sulle priorità cliniche specie nelle zone critiche. C’è consenso generale e condiviso anche con le istituzioni nel garantire le cure Chirurgiche in ogni tipo di urgenza e ai malati oncologici rivedendo la dove necessario i percorsi assistenziali anche alternativi a quelli tradizionali, con l’unico principio ispiratore di garantire ai nostri Pazienti il massimo della qualità e della sicurezza delle cure che è poi il nostro motto. Quando sarà necessario costruire una rete che permetta di spostarsi dal proprio ospedale ad un altro per garantire nei tempi corretti le nostre cure ai Pazienti Oncologici ebbene lo abbiamo già fatto e lo faremo tutte le volte che servirà, muovendoci sempre di concerto con gli amici Anestesisti. E’ necessario eseguire sempre per i Pazienti che devono ricoverarsi in elezione oncologica il triage domiciliare per verificare lo stato generale di salute di chi deve entrare nei nostri reparti.
Credo che quello che sta accadendo in Italia cambierà o meglio dovrà cambiare l’assetto e l’impostazione di molte delle attività afferenti al nostro sistema sanitario.
Non è questo il momento di parlare di queste cose, oggi è il momento di lavorare, lavorare e ancora lavorare, non perché siamo degli “Eroi” ma perché noi siamo questo.
Sapete bene quello che penso e dico da anni e quando tutto questo sarà finito ci organizzeremo per incontrarci, con tutta la comunità dei Chirurghi Italiani, per il piacere di vederci e per parlare di futuro. Pensare e parlare oggi di futuro servirà a vincere l’angoscia di questo drammatico periodo.
Grazie per quello che state facendo. Grazie a tutti i Colleghi, agli Infermieri, ai Tecnici, ai Volontari e a tutto il personale che a vario titolo lavora nelle strutture sanitarie.
ACOI non chiude e non esitate a contattarci e contattarmi personalmente per ogni motivo riteniate utile. Stiamo monitorando con tutto il Consiglio Direttivo attraverso tutte le fonti quello che sta accadendo in Italia e tutti noi siamo al vostro servizio.
Un caro abbraccio a Voi e alle vostre Famiglie.
A presto
Pierluigi Marini
Presidente ACOI
  

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Allarme CoronaVirus
COVID - Autore Segreteria 
Numero 4667 del 24/02/2020

La progressiva diffusione del contagio da Coronavirus CoViD-19 nel Paese ha determinato l’adozione di una serie di norme urgenti (nel pdf allegato i riferimenti e i link ai documenti originali) che impattano sulla attività formativa di ACOI.
Le Autorità competenti hanno adottato misure di gestione proporzionate all’evolversi della situazione, che in molti casi hanno previsto il divieto di accesso ai comuni interessati, la sospensione di manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, di eventi e di ogni forma di riunione in luogo pubblico o privato. Al 5 marzo, con 3089 ammalati confermati in Italia per infezione da Coronavirus, le misure restrittive adottate per contenere la diffusione del contagio hanno comportato la cancellazione di numerosi eventi programmati per l'immediato futuro,, ma come è facile immaginare, con una situazione in continua evoluzione, i blocchi alla mobilità e alle riunioni di qualsiasi genere potrebbero estendersi. Nell'allegato qui di seguito elenchiamo gli eventi cancellati e, ove noto, la data del possibile rinvio; l’elenco deve essere considerato provvisorio, e sarà soggetto a continuo e costante aggiornamento, per cui vi invitiamo a verificare la situazione di tanto in tanto, visitando questa pagina e scaricando l'allegato (Versione attuale: 5 marzo 2020. Attenzione! Ricordate di cancellare la Cronologia di Navigazione del vostro browser, altrimenti scaricherete solo una copia dell'ultimo file già scaricato e non la versione aggiornata!).
  

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