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NOTIZIE DEL SITO ACOI

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Salute. Ettore (Fesmed), cambiare formazione o non avremo più chirurghi e ginecologi
RASSEGNA STAMPA - Autore Segreteria 
Numero 2740 del 07/09/2018

‘Il Sistema Sanitario Nazionale è in piena emergenza: occorre investire sulla formazione o non avremo più medici, soprattutto chirurghi e ginecologi, anche a causa della fuga dalle sale operatorie e dalle sale parto per gli elevati rischi di contenzioso medico-legale. Oggi la programmazione dell’accesso alle facoltà di medicina e alle scuole di specializzazione è inadeguata e la formazione post-laurea del tutto insufficiente. Da anni denunciamo le anomalie del sistema di selezione e formazione che non copre neanche il fabbisogno indotto dai progressivi pensionamenti. Nei prossimi cinque anni si prevede il pensionamento di circa 30.000 medici. Per rimpiazzarli sarebbe necessario raddoppiare l’attuale numero di borse (6.200 Miur e 640 regioni) con un attento calcolo dei fabbisogni di personale per specialità correlati ai volumi e alla complessità delle attività, per ridare sicurezza ai luoghi di lavoro e applicare al meglio la direttiva europea sull’orario di lavoro. Il concorso nazionale attuale è del tutto inadeguato e, tra le altre anomalie, porta spesso al cambio di indirizzo dopo il primo anno, lasciando posti vacanti e contratti persi. L’Università, da sola, non è in grado di far fronte alle reali necessità, è tempo di istituire gli Ospedali di Insegnamento con compiti integrativi rispetto a quelli dell’Università, per garantire adeguati standard qualitativi di formazione e consentire agli specializzandi una reale formazione sul campo. Ci auguriamo di poter portare avanti con il governo un discorso sinergico”. Lo afferma Giuseppe Ettore, presidente Fesmed, Federazione Sindacale Medici Dirigenti al termine dell’incontro con il Sottosegretario alla Salute Armando Bartolazzi.   

 


Numeri e fatti fondamentali sul carcinoma del colon-retto
RASSEGNA STAMPA - Autore Segreteria 
Numero 2688 del 20/07/2018

IL TUMORE DEL COLON È LA SECONDA FORMA DI CANCRO PIÙ COMUNE IN ITALIA CON 53.000 NUOVI CASI NEL 2017
RASSEGNA STAMPA - Autore Segreteria 
Numero 2687 del 19/07/2018

Sanità: Acoi e J&J realizzano la prima Academy di Chirurgia Mininvasiva del Colon
RASSEGNA STAMPA - Autore Segreteria 
Numero 2680 del 12/07/2018

Nasce la prima Academy di Chirurgia Mininvasiva del Colon (Colon MIS Academy) , dedicata alla formazione dei chirurghi per il raggiungimento degli standard europei, nel rispetto della sicurezza del paziente, della qualità delle cure, dell’efficacia dei trattamenti e dell’efficienza di sistema.
L’Associazione dei Chirurghi Ospedalieri Italiani, la più grande società scientifica di chirurgia in Italia con una chiara vocazione alla formazione e alla valorizzazione delle chirurgia ospedaliera, in collaborazione con Johnson &Johnson, ha sentito la necessità di colmare un vulnus preoccupante, che vede l’Italia ancora fanalino di coda negli interventi di chirurgia laparoscopica del colon.
Conferenza stampa di presentazione
Colon MIS Academy
Mercoledì 18 luglio – ore 13:00
c/o ACOI - Viale Pasteur 65 - Roma
È ormai riconosciuto in ambito internazionale che la laparoscopia porti a numerosi vantaggi, sia per il paziente, che avrà un decorso post operatorio meno problematico e un evidente miglioramento della qualità della vita, sia per il Sistema Sanitario Nazionale, con degenze significativamente più brevi e riduzione delle complicanze.
Illustreranno il progetto Pierluigi Marini, presidente dell’Associazione dei Chirurghi Ospedalieri Italiani, Silvia De Dominicis, amministratore delegato di Johnson & Johnson Medical e Fabrizio D’Alba, Direttore Generale Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini, Tonino Aceti, Coordinatore Nazionale del Tribunale per i Diritti del Malato ed un rappresentante Agenas.
È un progetto ambizioso, un lungo percorso che ha lo scopo di sviluppare e applicare a livello nazionale una metodologia standardizzata di formazione avanzata in chirurgia laparoscopica del colon


  

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Salute. 15 società scientifiche firmano Patto per Ssn e chiedono incontro a Grillo
RASSEGNA STAMPA - Autore Segreteria 
Numero 2677 del 11/07/2018

Salute. 15 società scientifiche firmano Patto per Ssn e chiedono incontro a Grillo
“15 società scientifiche, rappresentative dell’intero mondo medico-chirurgico con i loro oltre 60.000 iscritti, hanno firmato il Patto per il rilancio del Ssn. Con la firma del Patto le società scientifiche si impegnano in un’azione comune di condivisione democratica e trasparente delle informazioni e della conoscenza. Questa iniziativa nasce dalla consapevolezza dei profondi cambiamenti della società italiana, anche in ambito sanitario, delle crescenti domande di salute e sostenibilità del Ssn. Un Patto che nasce non solo per dare rappresentanza e tutela in un periodo di forte crisi delle professioni mediche specialistiche nell’ambito della formazione e dell’inserimento nel mondo del lavoro, ma anche e soprattutto per essere punto di riferimento per le istituzioni nella crescita della medicina e della ricerca scientifica e clinica al servizio della persona e nel processo di controllo della sicurezza delle cure e monitoraggio del rischio sanitario. Le Società scientifiche un incontro al Ministro della Salute giulia Grillo, per avviare un confronto costruttivo volto a facilitare interventi migliorativi per quanto riguarda l’iscrizione delle società scientifiche nell’apposito elenco, la produzione delle linee guida, la revisione dei Drg e del tariffario, l’accreditamento delle strutture e dei professionisti per la qualità e sicurezza delle cure, la clinical competence e i relativi percorsi formativi, il calcolo dei fabbisogni di personale, la programmazione e organizzazione della formazione post-laurea, il risk management in sanità, la prevenzione e la gestione del contenzioso e degli aspetti assicurativi. Il Patto è stato sottoscritto presso la sede nazionale Acoi da 15 società scientifiche promotrici: Acoi, Adoi, Anmco, Aogoi, Aooi, Crei, Sicpre, Sigo, Simit, Sin, Siot, Sirm, Sip, Siu e Siud”. Lo affermano in una nota i presidenti Acoi Pierluigi Marini e Aogoi Giuseppe Ettore, coordinatori pro-tempore del Patto.
  

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OsservaSalute. Marini (Acoi), 21 sistemi sanitari diversi hanno aumentato diseguaglianze e creato caos
RASSEGNA STAMPA - Autore Ufficio 
Numero 2475 del 20/04/2018


"Il federalismo sanitario ha fallito, ha creato nello stesso paese 21 sistemi sanitari diversi aumentando le diseguaglianze e diminuendo la possibilità di accesso a cure di qualità per tutti i cittadini. Il rapporto Osservasalute conferma ancora una volta quanto Acoi ripete, troppo spesso inascoltata dalle istituzioni, da anni: è ora più che mai indispensabile ridurre il divario Nord-Sud e standardizzare il livello e la qualità delle prestazioni sanitarie nelle regioni, garantendo a tutti i cittadini le stesse possibilità”.
Lo afferma il presidente Acoi (Associazione Chirurghi Ospedalieri Italiani) Pierluigi Marini commentando il Rapporto dell'Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane

“L’esplosione del 'turismo sanitario’ – prosegue Marini - è una delle tante conseguenze negative di un sistema che necessita di una profonda riforma, che non può prescindere da una revisione del Titolo V della Costituzione e dal miglioramento dell’offerta formativa”.

“Speriamo – conclude il presidente Acoi - che il nuovo governo, se e quando ci sarà, e il nuovo Parlamento, rispondano alle sollecitazioni dei pazienti, delle società scientifiche, delle professioni sanitarie, che da anni chiedono un intervento normativo strutturale che permetta alla nostra sanità di essere sostenibile, ai nostri professionisti di formarsi e crescere correttamente e ai pazienti di avere un corretto accesso alle cure a tutte le latitudini del nostro territorio, rispettando il principio costituzionale del diritto universale alla salute”.
  

 




Elezioni. Marini (Acoi), partiti riflettano su nostro Manifesto per la Salute
RASSEGNA STAMPA - Autore Segreteria 
Numero 2324 del 22/02/2018

"Il Servizio Sanitario Nazionale vive un momento molto delicato. Dopo anni di crisi economica, di tagli lineari, blocco del turn-over, riduzione di posti letto ed esplosione dei costi della medicina difensiva, la sanità pubblica ha bisogno di essere ripensata, rilanciata e valorizzata. La politica si trova davanti a un bivio: riformare ed investire sul Servizio Sanitario Nazionale per continuare a garantire a tutti i cittadini il diritto alla salute oppure abdicare al proprio ruolo e lasciare che progressivamente e inesorabilmente l'accesso alle cure di qualità sia non più un diritto universale ma un privilegio per chi può permetterselo. Per questo lanciamo un appello alle forze politiche affinché' adottino il nostro Manifesto per la Salute, principi e strategie per mantenere il nostro Ssn ai massimi livelli mondiali: 1) rispetto e piena applicazione dell'Art.32 della Costituzione che garantisce a tutti i cittadini il diritto alla salute e modifica del Titolo V per garantire in tutte le regioni d'Italia l'accesso alle cure con alti standard di qualità, puntando all'azzeramento del turismo sanitario e alla diminuzione del divario Nord-Sud; 2) riforme strutturali per garantire nel tempo la piena sostenibilità di un sistema sanitario universalistico; 3) definizione di un nuovo modello formativo per garantire la migliore preparazione possibile ai giovani medici e bloccare la fuga di cervelli e giovani professionisti. Ci auguriamo che la politica rifletta su questi temi, che sono di interesse generale, e, soprattutto, dia risposte". Lo afferma in una nota il presidente Acoi (Associazione Chirurghi Ospedalieri Italiani) Pierluigi Marini.  

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Elezioni. Marini (Acoi), partiti riflettano su nostro Manifesto per la Salute
RASSEGNA STAMPA - Autore Segreteria 
Numero 2323 del 22/02/2018


"Il Servizio Sanitario Nazionale vive un momento molto delicato. Dopo anni di crisi economica, di tagli lineari, blocco del turn-over, riduzione di posti letto ed esplosione dei costi della medicina difensiva, la sanità pubblica ha bisogno di essere ripensata, rilanciata e valorizzata. La politica si trova davanti a un bivio: riformare ed investire sul Servizio Sanitario Nazionale per continuare a garantire a tutti i cittadini il diritto alla salute oppure abdicare al proprio ruolo e lasciare che progressivamente e inesorabilmente l'accesso alle cure di qualità sia non più un diritto universale ma un privilegio per chi può permetterselo. Per questo lanciamo un appello alle forze politiche affinché' adottino il nostro Manifesto per la Salute, principi e strategie per mantenere il nostro Ssn ai massimi livelli mondiali: 1) rispetto e piena applicazione dell'Art.32 della Costituzione che garantisce a tutti i cittadini il diritto alla salute e modifica del Titolo V per garantire in tutte le regioni d'Italia l'accesso alle cure con alti standard di qualità, puntando all'azzeramento del turismo sanitario e alla diminuzione del divario Nord-Sud; 2) riforme strutturali per garantire nel tempo la piena sostenibilità di un sistema sanitario universalistico; 3) definizione di un nuovo modello formativo per garantire la migliore preparazione possibile ai giovani medici e bloccare la fuga di cervelli e giovani professionisti. Ci auguriamo che la politica rifletta su questi temi, che sono di interesse generale, e, soprattutto, dia risposte". Lo afferma in una nota il presidente Acoi (Associazione Chirurghi Ospedalieri Italiani)
Pierluigi Marini.




  

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Sanità: Marini (Acoi), a rischio la breast unit di Cagliari Agiremo per tutelare le pazienti
RASSEGNA STAMPA - Autore Ufficio 
Numero 2401 del 29/01/2018

"La nascita a Cagliari di una struttura complessa di chirurgia oncologica a discapito della Breast Unit non è né conforme alle normative ministeriali vigenti né ragionevole per le pazienti".
- lo dichiara Pierluigi Marini, presidente dell'Associazione dei Chirurghi Ospedalieri Italiani -
"Nella delibera del 6 marzo scorso si prefigura un unico reparto di chirurgia oncologica, al cui interno verrebbe ospitata la chirurgia senologica, con una modalità che non corrisponde ai requisiti di accreditamento disposti dall’AGENAS nel 2017. È una scelta aziendale inopportuna: l’attività chirurgica senologica dell’azienda Ospedaliera Brotzu - spiega - è tra le prime dieci realtà italiane per volumi trattati, nonostante le criticità organizzative che hanno causato un aumento inaccettabile dei tempi di attesa e un significativo incremento della mobilità passiva per questa patologia nella regione Sardegna. Questa scelta, dunque, non preannuncia risvolti positivi nell'inclusione dell’attività senologica in un reparto di chirurgia oncologica generale, oltre ad essere in contrasto con tutte le numerose evidenze scientifiche internazionali e in controtendenza con quanto accade ormai da anni a livello nazionale ed europeo".
"Se la delibera non verrà modificata - conclude Marini - l’Associazione Chirurghi Ospedalieri Italiani si riserva di intraprendere qualsiasi azione nelle sedi dovute (come già avvenuto per situazioni analoghe in altre regioni) al fine di garantire che lo svolgimento della procedura avvenga in ottemperanza alle normative ministeriali vigenti e che le pazienti non siano costrette a un paradossale turismo chirurgico".

  

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